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Un doveroso omaggio alla Città di Prato: le nostre Top 10 oltre lo sviluppo dell'industria tessile |
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Dopo l'Unità d'Italia, Prato subì una fortissima industrializzazione, che portò ad un'incredibile crescita demografica; tuttavia l'incremento demografico ed economico più rilevante fu registrato negli Anni '60 e '70, quando una cospicua immigrazione proveniente dal Meridione, fece addirittura raddoppiare il numero dei residenti. Con lo sviluppo economico e demografico la città ebbe anche una spaventosa crescita urbanistica: numerosi edifici furono costruiti abusivamente, anche dopo l'entrata in vigore del piano regolatore, Prato divenne dunque la prima città del centro-nord ad accusare gli effetti (in certi casi devastanti) di un simile fenomeno... Si pensi che la popolazione cittadina è aumentata di ben 130.000 abitanti, soltanto tra il 1901 ed il 2001. La città ha fatto parte della Provincia di Firenze fino al 1992, i pratesi avevano cominciato a rivendicare l' autonomia amministrativa fin dal lontano 1919... Nei primi Anni '90 furono accontentati e Prato divenne la seconda provincia più piccola di tutto lo stivale (per estensione territoriale e numero di comuni) in coda soltanto a Trieste, ma anche il secondo comune più densamente popolato della Toscana e addirittura il terzo di tutta l'Italia centrale.
E' triste che Prato venga ancora oggi considerata un po' come la zona industriale di Firenze e Pistoia... Andrà a finire che “l'astio storico” non si placherà mai. Superate le rotatorie impossibili, i capannoni dei piccoli-medi-grandi imprenditori, gli orrendi condomini abusivi... Prato è una bella città, con una buona percentuale di storia antica oltretutto, dal Giugno '88 possiede anche il più importante museo d'arte contemporanea della Toscana (il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci naturalmente), dai primi Anni '90 è sede di un importante polo universitario, del Contemporanea Festival e di un paio di “locali storici” che hanno segnato profondamente l'adolescenza e anche la post-adolescenza di una moltitudine insospettabile di trentenni e quarantenni di oggi. Per questi ed altri motivi abbiamo deciso di scrivervi qui una serie di appunti, partoriti quasi stessimo improvvisando una sorta di “brainstorming”, circa quello che forse non conoscete e (forse) non potreste neanche mai immaginare di Prato. Se deciderete di trascorrere le vostre vacanze in Toscana la città vale almeno una visita, fosse solo per le 10 seguenti motivazioni.
1) Nel 1997 vengono riportate alla luce le rovine della città etrusca di Gonfienti. Fino a quel momento si era pensato che i primi insediamenti stabili fossero riconducibili al Medioevo. Recentemente è stata avanzata addirittura l'ipotesi che potrebbe trattarsi dell'antica Camars, ovvero la mitica patria del Re Porsenna.
2) Prato iniziò a costituirsi Libero Comune intorno al 1107, un esempio piuttosto strano di comune indipendente nato in un centro urbano che non costituisse una diocesi. Proprio per questa ragione la città non fu mai considerata una “civitas” ma solo “una terra”. Nel 1326, per sottrarsi alle mire espansionistiche di Firenze e alle lotte interne tra famiglie per il controllo amministrativo, Prato si sottomise alla Signoria degli Angiò. Il 23 Febbraio del 1351 Giovanna D'Angiò la vendette a Firenze per 17500 fiorini d'oro e a questa rimase appunto legata fino al 1992.
3) Prato continuò a svilupparsi seguendo le sorti di Firenze, prima sotto i Medici e successivamente con la Repubblica Fiorentina. A causa di ciò, l'esercito della Lega Santa la cinse d'assedio, per poi conquistarla e distruggerla il 29 Agosto del 1512. Questo saccheggio è conosciuto come il Sacco di Prato ed è ricordato anche da Niccolò Machiavelli nella sua opera più famosa: Il Principe.
4) Presso il Duomo di Prato è conservato il Sacro Cingolo della Vergine, una delle reliquie più importanti riconosciute dalla Chiesa. L'ultimo blocco a sinistra dell'architrave della Cattedrale è ancora macchiato dal sangue del ladro Musciattino, che nel Trecento cercò di rubare la Sacra Cintola ed ebbe in cambio una mano tagliata.
5) La Basilica di Santa Maria delle Carceri, oltre ad essere un capolavoro del Rinascimento, sorge sul luogo di un'icona mariana miracolosa. All'interno si trovano alcune decorazioni in maiolica di Andrea della Robbia e delle bellissime vetrate policrome attribuite al Ghirlandaio.
6) Il Castello dell'Imperatore è il più settentrionale dei castelli svevi costruiti per l'Imperatore Federico II. Federico d'Antiochia, figlio di Federico II, lo fece edificare da Riccardo Lentini, che per l'occasione utilizzò la tipica bicromia toscana, ottenuta dall'accostamento dell'alberese bianco alla serpentina di Monte Ferrato.
7) Il Palazzo Pretorio è il miglior esempio di casa-torre medievale del centro storico di Prato. All'interno è custodita la Madonna del Ceppo di Filippo Lippi.
8) Nel capannone degli ex Macelli, a partire dal 1998 e su iniziativa del Comune di Prato è nato il progetto Officina Giovani, rivolto ai giovani che hanno proposte ed intenzioni artistiche e desiderano metterle in pratica. Qui vengono organizzati spettacoli, mostre, concerti, incontri e laboratori.
9) Oltre al Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, la città ospita anche il Museo di Scienze Planetarie, un Centro di Scienze Naturali nella zona di Galceti, il Museo dell'Opera del Duomo, il Museo di Pittura Murale e il Museo del Tessuto.
10) Il Metastasio è il teatro stabile della Toscana, un punto di riferimento originale e determinante nel panorama italiano ed internazionale.
 Caterina Pomini
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