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Urbino si trova nella parte settentrionale delle Marche, in un’area che già si confonde con gli influssi della vicina Romagna. Protetta da grandi mura di cinta questa città è un punto culturale importante e la sede delle gloriose costruzioni volute dai Montefeltro. Il piccolo borgo è un gioiello rinascimentale in cui il passato traspira da ogni singolo mattone. Urbino deve il suo attuale successo turistico alla genialità di Federico da Montefeltro, che trasformò un normale borgo di campagna nel regno del Rinascimento marchigiano.
Le attrazioni da non perdere per vivere fino in fondo Urbino sono: Mura di cinta Palazzo Ducale Galleria Nazionale delle Marche Lo Studiolo Duomo Casa di Raffaello Sanzio Università degli Studi
L’arrivo a Urbino è accolto dai robusti muri di cinta che ancora proteggono la parte storica. Fin dal periodo romano, si sono sovrappone costruzioni difensive a testimonianza dell’importanza strategica della città nel territorio marchigiano.
Diciamo la verità, le code dei turisti si formano soprattutto davanti al Palazzo Ducale, l’antica residenza dei Montefeltro. Ci si perde tra gli spazi del palazzo per l’enorme slargo interno; il cortile rappresenta il cuore di tutta la costruzione ed è contornato da un ampio porticato. Di grande effetto ottico è la rampa elicoidale che porta alle decine di stanze interne.
Il punto di forza del Palazzo Ducale è la Galleria Nazionale delle Marche, tra i musei più importanti del Rinascimento italiano. Andrete in estasi nell’ammirare alcuni capolavori artistici: la Flagellazione di Piero della Francesca, la Città Ideale, il Ritratto di Gentildonna di Raffaello e opere di altri autori. Direttamente legate alla figura di Federico da Montefeltro sono il ritratto dedicatogli da Piero della Francesca e lo Studiolo. Si tratta dello studio di Federico rimasto intatto nei secoli; offre un ritratto fedele di come si svolgeva la vita di corte nel periodo rinascimentale, con l’eleganza degli arredi interni.
Usciti dalle stanze ducali ci immergiamo nella casa del grande Raffaello, rimasta conservata nel centro storico di Urbino. L’abitazione suscita una certa emozione, sapendo che vi abitò il genio urbinate. Non dovete spostarvi di molto per vedere il Duomo con la facciata esterna raggiungibile da una scalinata. L’interno della chiesa apre a vaste profondità architettoniche e alla ben affrescata Cappella della Concezione.
La “vecchia” Urbino rivela un cuore giovane, grazie all’Università degli Studi e il via vai di studenti che dal mattino alla notte animano il borgo. L’Ateneo urbinate fu fondato nel 1506 ed è considerato tra i più antichi d’Italia. Appena fuori dalla città si apre un mondo naturale calato nello scenario naturale delle Marche e non troppo lontano dal Mare Adriatico.
I frutti della terra sono sapientemente trasformati, nelle tavole, in formaggi e salumi. Non è del tutto estranea la piadina della vicina Romagna, con l’aggiunta di strutto che prende il nome di crescia. La versione pasquale ha forma simile a un panettone e con l’aggiunta di formaggio. I boschi appenninici forniscono funghi e tartufi per tutti i buongustai!
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