|
Il Mulinaccio di San Vincenzo a Torri, una passeggiata sulle colline ad ovest di Firenze |
|
|
Le colline occidentali di Firenze non sono decantate quanto quelle di Fiesole o di Settignano, eppure i boschi e le campagne di Scandicci sono stupendi e facilmente raggiungibili anche a piedi, soprattutto dopo l'inaugurazione della nuova tramvia, tramite la quale, dalla Stazione di Santa Maria Novella si può arrivare a Scandicci in soli venti minuti. A circa quattro chilometri dal capolinea della tramvia ad esempio, si trova Mosciano, un piccolissimo borgo nato sulle rovine di un castello cadolingio, qui, presso Villa l'Arcipresso, tra il 1926 e il 1927 soggiornò lo scrittore britannico David Herbert Lawrence che proprio qui a Mosciano scrisse uno dei romanzi più chiacchierati della storia della letteratura: L'amante di Lady Chatterley. Continuando a salire, si possono raggiungere le frazioni di San Martino alla Palma, San Michele a Torri e San Vincenzo a Torri, il primo è uno dei paesi più incantevoli della zona ed è separato dai successivi due dal verde lussureggiante della Roveta, uno splendido complesso boschivo costituito in gran parte da querce e pini, meta soprattutto di chi, abitando a Scandicci, cerca un po' di riparo dalla calura della stagione estiva.
Nei pressi di San Vincenzo a Torri invece, 10 km da Scandicci, si trovano le rovine di un vecchio mulino idraulico denominato “Il Mulinaccio”, un notevole esempio di architettura paleoindustriale ormai ricoperto dalla vegetazione. La storia di questo mulino s'intreccia con quella della Famiglia Galli, proprietaria della vicina Villa dei Lami, che nel 1634 fece realizzare una diga lungo il borro del Masseto, al fine di ottenere un lago artificiale per creare un vivaio di pesci e di caccia. Nel 1648 fu costruito il mulino, operante già dal 1653, ma che sulla base delle notizie conservate nell'Archivio Storico Comunale di Scandicci, cessò di essere attivo quasi certamente nel 1736.
Il Mulinaccio è stato di fatto dimenticato da quasi tutte le guide turistiche della zona e anche individuarlo non è esattamente facile, visto che essendo ricoperto dalla fitta vegetazione, dall'esterno è pressappoco invisibile; la gente che abita qui tuttavia, lo conosce bene e in molti ci sono stati spesso, soprattutto da bambini o da ragazzi. Se lo volete visitare dunque, sappiate che ci sono due sentieri: il primo parte da Villa i Lami, su una strada sterrata che porta alla Fattoria di Partingoli; da qui si scende per una viottola in mezzo alle viti e si arriva al mulino (mezz'ora di cammino circa). Il secondo sentiero invece s'incontra percorrendo la Via Empolese verso Cerbaia, arrivati a San Vincenzo a Torri si gira a sinistra in una strada sterrata (Via del Lago) e si continua per 1 km circa. Oltrepassata la Casa Vacanze Vico si prende un viottolo a sinistra e dopo una discesa di più o meno 300 metri si raggiunge il Mulinaccio.
Una piccola curiosità sul luogo Si narra che una famiglia molto povera avesse fatto del vecchio mulino, ormai in disuso, la propria abitazione. Le voci popolari sostenevano che il luogo fosse infestato dai fantasmi e in molti raccontavano di aver visto apparire delle “ombre bianche” che poi erano solite dileguarsi nel buio. Un giorno fu chiesto al capofamiglia come potesse vivere così tranquillamente in un luogo sì tanto lugubre e lui prontamente replicò: “speriamo che di fantasmi ce ne siano molti, perché uno stasera l'avrò nel tegame”... Quella zona del bosco era in realtà abitata da una colonia di lepri albine!
Se state trascorrendo le vostre vacanze in Toscana e capitate a Firenze, vi consigliamo di prendervi "un giorno di pausa" dalle meraviglie del centro storico e arrivare fin qui: quando ritornerete a casa avrete questo "piccolo quasi segreto" da raccontare agli amici. Nel caso vogliate proseguire con un giro in macchina nei dintorni, potete scegliere un noleggio con conducente Firenze

e partire alla scoperta di questi luoghi e paesi, circondati dai boschi e dalle campagne.
Caterina Pomini
|