Il Sentiero dei Fiori sul massiccio dell’Adamello

E’ da anni che ormai molte persone si avvicinano al mondo del trekking e delle escursioni. Probabilmente a causa di quello che in alcuni Paesi chiamano “effetto Cammino di Santiago”. Fatto sta che anche qui in Italia è possibile percorrere vie e sentieri unici nel loro genere.

Il Sentiero dei Fiori è proprio uno di loro. 

Si tratta di un cammino che ripercorre la via seguita dai nostri alpini durante la Prima Guerra Mondiale. Si snoda dal Passo Castellaccio a Passo Pisgana percorrendo una buona porzione del Massiccio dell’Adamello.

Malgrado il suo nome, il Sentiero dei Fiori, è custode di una parte della nostra storia piuttosto dura. Fu infatti costruito per il vettovagliamento delle truppe italiane di stanza sulle Alpi ad un’altezza media intorno ai 3000 metri.

Il cammino che nella sua interezza è una circolare, è oltretutto caratterizzato da punti piuttosto ostici che oggi vengono considerati come via ferrata di medio – basso livello. Ma bisogna pensare che un tempo veniva percorsa da giovani soldati stracarichi di rifornimenti e munizioni. Parte della sua bellezza risiede proprio in questo: poter ripercorrere le vie che furono aperte oltre un secolo fa e scoprire un pezzo di storia del nostro Paese.

Come arrivare presso il Sentiero dei Fiori?

Fortunatamente il sentiero si trova in una posizione privilegiata e l’avvicinamento non comporta nessuna complicazione. Basterà infatti raggiungere in auto il Passo del Tonale, parcheggiare e utilizzare gli impianti di risalita per arrivare al Passo Paradiso. 

Una volta arrivati sul Passo bisogna seguire le indicazioni bianche e rosse per il sentiero 44. Il sentiero dei Fiori è frazionabile in varie parti e presenta varie vie di ritorno. Questa è una caratteristica parecchio interessante soprattutto per chi non è un escursionista “particolarmente in forma”.

E’ vero che non si tratta di un sentiero particolarmente complicato ma presenta comunque vari passaggi tecnici e tratti di ferrata. Bisogna quindi tenere in mente che ci sarà bisogno di un kit di ferrata. In particolare, per chi dovesse decidere di interrompere il percorso all’altezza del bivacco degli Amici della Montagna, in molti raccomandano tenere a portata di mano i ramponi. Da qui infatti ci si troverà ad affrontare un passaggio di soli 100 metri che può rivelarsi davvero complicato.

Il percorso 

Come già detto, dai 2590 metri del passo Paradiso si seguono le indicazioni del sentiero 44 fino ad arrivare al Passo Castellaccio. Possiamo dire che qui finisce l’avvicinamento a quello che è il Cammino dei Fiori vero e proprio.

Dal Castellaccio in poi inizia una via ferrata di difficoltà ragionevole che bisognerà però intraprendere in sicurezza con l’attrezzatura giusta. Si intraprende infatti un cammino con numerosi saliscendi e alcuni ponti. Ad un certo punto ti si aprirà un bivio in qui decidere se passare per la Galleria del Gendarme oppure continuare su una via esterna facilitata da passerelle.

Il primo rifugio sarà quello degli Amici della Montagna di cui abbiamo accennato prima. Se si dovesse decidere di continuare, è possibile raggiungere la cima Payer. Opzione molto interessante se consideriamo che si avrà la possibilità di passare attraverso postazioni difensive, un villaggio in quota abbandonato e una scalinata costruita dagli alpini durante la Guerra. 

Da qui si inizia a scendere, ma c’è ancora molto da scoprire. Il sentiero dei Fiori ci darà infatti il suo “arrivederci” con la vista di due laghi alpini e un panorama mozzafiato del ghicciaio dell’Adamello. 

Ultimo stop prima della conclusione è il Rifugio Madròn o Rifugio Città di Trento. A questo punto per concludere il sentiero dei Fiori bisogna raggiungere Passo Presena. A causa dell’instabilità dei ghiacciai negli ultimi anni, è fortemente raccomandabile optare per il sentiero che da Passo Lagoscuro raggiunge il Passo Presena in un’ora circa. 

Una volta arrivati, si potrà utilizzare la stazione a monte dello stesso impianto di risalita utilizzato all’inizio.