Come imparare il tedesco online

Che imparare il tedesco sia difficile è solo un mito. L’apprendimento di qualsiasi lingua richiede tempo e impegno. È lo stesso accade con la lingua tedesca.

Avere abbastanza motivazione e lavorare sodo per raggiungere il tuo obiettivo è tutto ciò che serve. E se ti senti confuso su dove iniziare, abbiamo messo insieme alcuni suggerimenti in questo articolo che ti aiuteranno a imparare a parlare tedesco molto velocemente. E’ chiaro che imparare a parlare spagnolo o francese per noi italiani è piú semplice. Questo perchè le due lingue sono “romanze”, di derivazione latina.

La lingua tedesca fa parte delle lingue germaniche, un gruppo di lingue indoeuropee, che condivide molte somiglianze con altre lingue germaniche come l’inglese o l’olandese. E’ sicuramente piu’ ostica per noi italiani, ma non per questo impossibile da imparare. S

Ci sono un sacco di applicazioni per imparare il tedesco online, vediamo da vicino quelle migliori.

  • Duolingo: Questa app ti aiuta a imparare attraverso la ripetizione di frasi di madrelingua e con la traduzione dall’italiano al tedesco e viceversa. C’è la connessione tra parola e immagine e ordine delle parole per ottenere una frase utile, oltre alla scelta multipla sulle domande.

L’applicazione ti assicura di non annoiarti: attraverso vari giochi, le domande corrette ti permetteranno di passare rapidamente ai livelli più alti e, se scegli una risposta sbagliata, perderai il tuo livello e potresti dover ricominciare dall’inizio. L’app premia il tuo successo grazie alla valuta virtuale che ti consente di acquistare opportunità di conoscenza su nuovi livelli per partecipare ad altri corsi.

  • Rosetta stone: Questa app è caratterizzata da uno stile brillante nell’educazione, non sarai obbligato a tradurre parole dall’italiano al tedesco, ma ti aiuterà con la meravigliosa combinazione di immagini, suoni, testo e video per imparare la nuova lingua senza alcuna traduzione intermedia. Questo è il modo in cui i bambini imparano la loro lingua madre. L’app ti offre anche la possibilità di comunicare con altri studenti con la stessa lingua o con madrelingua.
  • Babbel: Questa app offre la formazione del vocabolario attraverso brevi esercizi a scelta multipla. Tutte le frasi tedesche vengono lette ad alta voce dall’app per aiutarti con la pronuncia , ma gli esercizi iniziano con frasi anziché singole parole e potrebbero essere difficili per il principiante assoluto. Include riconoscimento vocale e vocabolario avanzato.
  • DeutschAkademie: Questa app consente agli utenti di esercitarsi ai livelli (A1-C2). Tiene traccia delle tue statistiche di apprendimento e include 22.000 esercizi di grammatica e vocabolario e oltre 800 ore di corsi interattivi online. Nel forum gli insegnanti di tedesco possono rispondere alle domande e l’intero corso si basa sul Quadro europeo di riferimento per le lingue. È pensata per la pratica, tuttavia, non come principale strumento di insegnamento.
  • Busuu: è un social network progettato per aiutare gli studenti di lingue e include app per esercitazioni mobili. Le caratteristiche includono la pratica con madrelingua in rete; esercizi di ascolto, lettura, scrittura e conversazione; e feedback regolari. Offre modelli di apprendimento gratuiti e premium (a pagamento).

Wie geht: La frase di Wie Geht? che si traduce in come stai? dà un suggerimento su ciò che l’app fa: insegna agli studenti le frasi tedesche piu’ comuni utilizzate nella vita quotidiana. Le frasi includono quelle sull’etichetta sociale, i saluti, i colori, i mesi e le stagioni, i giorni della settimana, il cibo e la descrizione delle persone, per citarne alcune utilizzate.

  • Memrise: offre un approccio diverso all’apprendimento. Utilizza flashcard come supporti di memoria, combina una ripetizione spaziata con frasi mnemoniche per ottimizzare l’apprendimento della lingua. Presenta anche video madrelingua e corsi con contenuti avanzati creati da esperti di lingua tedesca.

Laghi alpini: 5 posti da non perdere

Se siete arrivati a leggere queste righe è perché state pianificando una vacanza su un lago del nord Italia. Non è così? E allora avete solo voglia di curiosare per conoscere quali sono i laghi alpini più belli che potete ammirare nel nostro Belpaese. Andiamo alla scoperta di questi luoghi incantevoli, provando a darvi la dimensione di quanto belli essi siano. Sarà un lavoro arduo e l’invito è quello di ritagliarsi l’opportunità di andare a visitarli: non potranno che lasciarvi a bocca aperta.

Sono tante le bellezze presenti nella zona nord del nostro Paese ma quello che è possibile ammirare in termini di laghi è davvero stupefacente: questo l’elenco che abbiamo pensato, attraversando il Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia e Piemonte.

Lago del Sorapiss
  • Lago del Sorapiss

Partiamo con uno dei laghi più spettacolari del Veneto. A una cinquantina di chilometri dalla valle di Braies verso Cortina d’Ampezzo c’è questo bacino di acqua blu, denominato Lago del Sorapiss. Questo lago dà il nome al gruppo montuoso delle Dolomiti Ampezzane che si ergono tutte intorno. A pochi passi è presente il famoso Rifugio Vandelli, a circa duemila metri d’altezza: da qui si può partire per raggiungere le importanti vette della zona, come quella della Croda del Banco, la Forcella Grande o San Vito di Cadore.

Lago di Limedes
  • Lago di Limedes

Poco più lontano dal Sorapiss, troviamo il lago glaciale di Limedes, situato ad una quota considerevole: partendo dalla dalle zone citate nel lago precedente e dirigendosi verso il Passo di Falzarego si trova questo piccolo lago, situato a quasi 2200 metri e che d’estate scompare del tutto. La meraviglia più grande è offerta dai riflessi che vengono prodotto sull’acqua, che mostrano i profili del Monte Averau e della Tofana di Rozes.

 Lago di Braies
  •  Lago di Braies

Si tratta di un lago situato a 1500 metri d’altezza, nella zona delle Dolomiti Orientali a circa un centinaio di chilometri da Bolzano. Un posto incantevole e avvolto da un alone di mistero, in quanto su di esso viene raccontata una curiosa leggenda: si narra che un tempo in questa zona si fosse insediata una tribù. Il luogo era particolarmente colmo di ricchezze, in quanto erano presenti grandi giacimenti d’oro. La creazione del lago avvenne proprio ad opera di questi selvaggi, con lo scopo di evitare che forestieri potessero avvicinarsi alla miniera. A parte questa fantastica storia, il lago rappresenta un vero gioiello naturalistico visitabile interamente a piedi: è piccolo ma molto profondo, arrivando a toccare i trentasei metri di profondità. Di fronte al lago è possibile ammirare la parete della Croda del Becco e tutto intorno si apre lo spettacolare scenario del Parco naturale Fanes-Sennes-Braies.

Lago di San Pellegrino
  • Lago di San Pellegrino

A cinquanta chilometri più a sud-ovest dal Passo di Falzarego troviamo quest’altro gioiello assoluto. Anch’esso si trova a circa 2000 metri di altezza e, come detto per il Lago di Limedes, qui lo scenario mozzafiato è garantito dai giochi di riflesso che vengono prodotti dai pini e i larici che lo circondano. Situato nel comune di Moena, stavolta in Trentino-Alto Adige questo laghetto è visitabile anche a piedi con una passeggiata che vi lascerà a bocca aperta.

  • Lago Resta

Altro posto da non perdere per gli appassionati di paesaggi lacustri, è quello che troviamo di nuovo in Trentino-Alto Adige: il lago di Resia si trova nel comune di Curon Venosta, è caratterizzato da una storia molto particolare. Nel 1950 le località di Resia e Curion vengono allagate dal nuovo lago artificiale, in un’operazione resasi necessaria per rendere efficace il funzionamento di una grande diga utile alla creazione di energia elettrica. La zona era stata scenario di diversi bombardamenti durante la seconda guerra mondiale; inoltre altre esplosioni interessarono la zona della chiesa che fu tirata giù artificialmente, fatta eccezione per il suo campanile che ancora oggi emerge dalle acque del lago, diventando il vero e proprio protagonista di questo paesaggio magico.

Salisburgo: indiscussa patria dei mercatini di Natale

Artigianato locale in una cornice di tradizioni storiche, luci natalizie e profumo di vin brulé, da sorseggiare per scaldarsi nelle pungenti giornate invernali: è questa l’atmosfera dei mercatini di Natale, appuntamento imperdibile che si svolge tra novembre e dicembre, a ridosso appunto del periodo più magico dell’anno.

Numerosi sono i mercatini che si possono visitare sul territorio italiano, dal Trentino – Alto Adige, a Bologna, fino a Napoli con i suoi presepi. Tuttavia la patria indiscussa rimane l’Austria, in particolare la città di Salisburgo, dove il mercatino natalizio rappresenta un’usanza radicata a livello storico e culturale. Inizialmente i mercatini prendevano il nome da San Nicola e venivano organizzati nel periodo coincidente con la festività del Santo (6 dicembre). Con l’abbandono del culto dei Santi, introdotto dalla Riforma Protestante, i mercatini presero il nome di Christkindlmarkt, il Mercatino del Bambino Gesù.

Ma quali sono i mercatini più caratteristici di Salisburgo? Vediamoli in questo articolo dedicato, regalandovi una speciale anteprima con cui potrete organizzare il vostro viaggio.

Salisburgo: la città dei mercatini natalizi

Città dall’architettura barocca, patria natia di Mozart, Salisburgo ospita numerosi Mercatini di Natale, conosciuti da appassionati e non, in tutta Europa. Tra novembre e inizio gennaio, nelle strade della piccola cittadina risuonano musiche natalizie, illuminate dai colori degli addobbi. Il Mercatino più famoso è il Salzburger Christkindlmarkt, il Mercatino di Gesù Bambino, il quale si svolge prevalentemente nei pressi del Duomo di Salisburgo.

Secondo fonti storiche le sue origini risalgono al XV Secolo, quando nel 1491 aveva ancora le sembianze di un mercatino delle pulci.

Salzburger Christkindlmarkt: l’artigianato di qualità

Tra le bancarelle di questo mercatino troverete solo artigianato locale, libero da contaminazioni commerciali, nel pieno rispetto dell’eredità culturale austriaca. Il mercatino infatti rimane un mercato locale salisburghese, poiché metà degli espositori e dei visitatori è del posto. Novantacinque casette realizzate in legno, con colori diversi a seconda dei prodotti esposti come composizioni floreali, decorazioni natalizie, candele, incensi e tutta quella oggettistica che rende magica la casa sotto le feste.

Tra gli oggetti più caratteristici troverete le AdventsKranz, tipiche ghirlande da porta o centrotavola con le candele dell’Avvento. Non mancano stelline, angeli e renne realizzate in paglia. Piccoli bouquet di cannella, chiodi di garofano, arancia e vaniglia sono l’ideale per profumare la casa. Potrete sbizzarrirvi inoltre con tovaglie, pantofole, sciarpe, cappelli e guanti fatti a mano.

Camminando per le bancarelle del centro di Salisburgo è consigliatissimo degustare i prodotti enogastronomici. Dolcetti di marzapane e di panpepato, biscotti di glassa colorata con frasi di auguri sono ottimi da accompagnare con il Gluhwein, vino caldo speziato, per riscaldarsi dalle temperature rigide.

I mercatini di Natale di Salisburgo non si esauriscono solo tra le bancarelle: attorno prendono luogo manifestazioni come gruppi musicali tradizionali, cori e danze di gruppi locali.

Il mercatino di Mirabell Platz

Più raccolto e contenuto, il mercatino di Mirabell Platz si sviluppa oltre il fiume Salzach, attraversando il ponte dell’Amore, Makartsteg, davanti al Palazzo Mirabell. Tra i suoi stands troverete soprattutto oggettistica di produzione locale come orsacchiotti, bambole ma anche leccornie come frutta caramellata e i famosi bratwurst da degustare con una birra del posto. Molto facile da raggiungere per la sua vicinanza alle fermate degli mezzi pubblici.

Per gli amanti dell’antiquariato: Mercatino di Natale a St. Leonhard

Dal 1973 nelle adiacenze dell’Untersberg, si svolge il Mercatino di Natale di St. Leonhard.

Vi potrete sbizzarrire non solo con addobbi natalizi ma anche con oggetti d’antiquariato di quasi tutte le Regioni austriache: da oggetti in vetro o ceramica, a giocattoli fatti a mano. Inoltre i proventi del mercatino ogni anno vengono devoluti ad associazioni di beneficienza: un regalo acquistato al Mercatino di St. Leonhard, è anche un’opera di bene.

Vivere in CostaRica, qual è il costo della vita?

Sono sempre più numerose le persone che decidono di trasferirsi in Costa Rica, considerato anche il costo della vita piuttosto basso. Vivere in Costa Rica conviene davvero? Ecco tutte le informazioni a riguardo.

Cosa devi sapere prima di andare a vivere in CostaRica

Molti italiani sono insoddisfatti delle condizioni lavorative e dello stile di vita e questo li spinge a mollare tutto per andare a vivere altrove, spesso proprio in Costa Rica, paradiso tropicale dove poter cambiare il proprio modo di affrontare le giornate e godere di condizioni economiche più accessibili. Coloro che sono seriamente motivati e stanno valutando da tempo un trasferimento in Costa Rica, in cui vige il motto “Pura Vida”, dovrebbero iniziare a documentarsi sull’iter da intraprendere e sul reale costo della vita.

Andare ad abitare in Costa Rica vuol dire non dover investire cifre esorbitanti. Chi sceglie di acquistare casa, evitando di concentrare la scelta sulle principali città e prediligendo zone limitrofe e meno turistiche, potrebbero spuntare ottimi affari. A tutto questo bisogna aggiungere che i servizi sono a buon mercato e che il costo della vita è nei fatti piuttosto accessibile. Mediamente si stima che sarà possibile vivere molto bene con circa 15mila euro all’anno

In ogni caso prima di iniziare il proprio viaggio verso la Costa Rica è importante pianificare in modo dettagliato il trasferimento, scegliendo la città per una stabile sistemazione. La capitale San Josè è una delle località sicuramente più ambite, ma anche centri meno affollati possono offrire molto, oltre che alloggi più a buon mercato.

Il costo della vita in CostaRica

Non basta anche trovare una confortevole abitazione ma è fondamentale saper parlare la lingua ufficiale del posto, ovvero lo spagnolo. Questo consentirà una veloce integrazione, di districarsi meglio con le faccende burocratiche e quindi di cogliere con più facilità le occasioni per risparmiare. Prima di partire è quindi importante frequentare un corso di spagnolo per non doversi trovare impreparati.

Vivere in Costa Rica è anche un modo per modificare il proprio stile di vita e per pensare all’aspetto economico in un modo diverso da come viene inteso in Italia. Chi si è già trasferito afferma di non sentirsi più sopraffatto al fisco e essere maggiormente sereno rispetto a quando viveva in Italia. Il Costa Rica è anche un paese che offre scenari naturalistici di straordinaria bellezza. Del resto viene considerato il posto più felice del mondo. Le varie classifiche mondiali che vengono stilate nel corso degli anni vedono il Costa Rica fra le location in cui si sta meglio.

Molti decidono di affrontare l’esperienza del trasferimento in compagnia di amici e in questo caso la spesa da affrontare diventa ancora più piccola. Bastano circa 200 euro mensili per prendere una casa in affitto poco distante da San Joé, comunque sempre vicina al mare e alle principali attrazioni.

Un casco di banane porta a casa con appena 30 centesimi e andare al ristorante non è più un lusso, perché con circa 4 euro a testa si può ordinare dell’ottimo pesce locale cotto alla brace. Chi intende affinare lo spagnolo o prendere lezioni di surf potrà farlo sul posto spendendo cifre molto basse. Insomma si può stare bene con somme decisamente inferiori a quelle che servono in Italia.

Vacanze in bicicletta: alcuni itinerari imperdibili

Ci sono delle esperienze che almeno una volta nella vita vale la pena provare. Tra queste non si può fare a meno di parlare delle vacanze in bicicletta che possono regalare delle emozioni uniche. Ecco perciò qualche consiglio utile sui vari itinerari da poter fare e che regaleranno viste mozzafiato.

Alla scoperta dei paesi nord-europei

Quando si parla di vacanze in bicicletta il pensiero non può che andare verso quelle aree pianeggianti del Nord Europa. Qui si possono ammirare paesaggi che sembrano dei veri e propri dipinti da ammirare ad occhi nudi, tra mulini a vento e porti dal romanticismo particolare. Uno dei percorsi ciclabili più belli parte da Amsterdam e arriva alla splendida isola di Texel: questo è adatto a tutti in quanto è molto pianeggiante. Il che vuol dire che non bisogna essere necessariamente degli esperti ciclisti per percorrerlo. Bastano anche 8 giorni per vivere questo tipo di esperienza pedalando per una quarantina di chilometri quotidianamente.

La bellezza naturale della Gran Bretagna

Un’altra delle tappe migliori per chi vuole fare delle vacanze in bicicletta è il cosiddetto Castle and Coast Tour della Gran Bretagna. Nella parte settentrionale del Regno Unito infatti si ha modo di visitare dei posti che possono regalare delle emozioni incredibili. Anche perché a bordo della bicicletta si possono costeggiare scogliere e dei panorami scozzesi selvaggi. Sarà possibile sentirsi a stretto contatto con la natura totalmente incontaminata di questa terra. Partendo da Edimburgo e dirigendosi verso sud si giunge alla spettacolare isola di Lindisfarne: questa risulta collegata alla terra ferma mediante una piccola stradina che è immersa nel verde paradisiaco. In questa isola vi è la National Nature Reserve in cui non solo si può camminare in bici nel bel mezzo della natura, ma anche assaggiare piatti deliziosi come i sandwich a base di granchio.

La Garden Route in Sudafrica

Uno dei tratti più belli da percorrere in bicicletta è la strada panoramica Garden Route in Sudafrica. Ogni anno migliaia e migliaia di turisti scelgono questa come tappa delle loro vacanze in bicicletta. Questo percorre la parte meridionale del paese, dando modo di vedere posti incredibili. Questa strada parte con precisione dalla Città del Capo e arriva a Porth Elizabeth: attraversa meraviglie naturali come la regione Karoo o anche le spiagge dell’Oceano Indiano. Scenari da sogno, ideali per tutti i turisti che sono a caccia di esperienze diverse da quelle di una vacanza normale. Addentrandosi nel percorso in bici più bello del Sudafrica si possono ammirare le costiere selvagge di un paese che offre la bellezza di una natura in cui la traccia umana è ridotta al minimo. Il percorso a bordo della propria bicicletta dura una decina di giorni ed è una di quelle esperienze da ricordare per tutta la vita.

Perdersi nello splendore dei Castelli della Loira

Anche la Francia permette di vivere la bellezza di un viaggio in bici da sogno. Sarà qualcosa di strepitoso pedalare tra i vigneti della Loira e i suoi castelli imponenti: qui sorgono delle piste ciclabili molto curate e in cui sorgono delle piccole taverne in cui conoscere persone del posto e assaporarne le pietanze tipiche. Un sentiero che parte da Orleans e che tocca anche Blois, località famosa per essere quella dove fu benedetta Giovanna D’Arco. Si arriva poi a Tours e Nantes, altri due posti bellissimi e dove vale la pena fermarsi.

I migliori parcheggi low cost per chi sta per partire da Roma Fiumicino

Uno dei dubbi e delle problematiche più importanti che si possono riscontrare quando si sta per partire per un viaggio, è dove si potrà lasciare la propria automobile, specialmente se il punto di partenza è lontano da casa propria, come ad esempio in aeroporto. Lasciare la propria automobile può essere fonte di problematiche sia per il doverla lasciare incustodita, sia il costo che potrebbe esserci in un parcheggio. Esistono però alcune soluzione che potranno essere low cost, e che potrete sfruttare se dovrete partire dall’aeroporto di Roma Fiumicino: scopriamole insieme!

Dove parcheggiare low cost a Roma Fiumicino

All’interno della zona che comprende l’aeroporto di Roma Fiumicino esistono diverse opzioni per poter tenere la propria auto, a pagamento, che potranno permettervi di lasciare il vostro mezzo senza preoccupazioni, senza farvi rimpiangere di averla lasciata lì durante il vostro viaggio. Soprattutto se si tratta di un viaggio a lunga percorrenza, e che dunque vi costringerà a lasciare la vostra automobile in un parcheggio per diversi giorni, esiste una pratica soluzione: il parcheggio economy – lunga sosta e il parcheggio comfort A B C D E.

Parcheggio Economy – Lunga Sosta a Roma Fiumicino

Il parcheggio economy – lunga sosta di Roma Fiumicino potrà essere la soluzione ideale laddove si sia costretti a dover recarsi in aeroporto con la propria automobile: con oltre 4000 posti auto, sia coperti che scoperti, questo parcheggio è dotato di un servizio gratis di navetta, che potrà farvi raggiungere comodamente il terminal da dove dovrete partire. Il parcheggio e il servizio di navetta è gestito interamente da Aeroporto di Roma, ed è un modo semplice, pratico e veloce per poter lasciare la propria auto e partire tranquilli per il proprio viaggio.

Parcheggio Comfort A B C D E

A differenza del parcheggio economy, il parcheggio comfort è in grado di poterti garantire anche la massima sicurezza per la propria auto, dandoti la possibilità di stipulare una copertura assicurativa. Essendo più vicino ai terminal, questo parcheggio potrà farvi raggiungere facilmente il vostro punto di partenza, facendovi risparmiare tempo.

Sia la soluzione del parcheggio economy, sia la comfort, potranno essere prenotate online: vi verrà rilasciato uno special pin da inserire prima di accedere all’area di sosta.

Perché scegliere la comodità di un lowcost parking a Roma Fiumicino

Spesso, quando si sta per intraprendere un viaggi da soli o in compagnia, è possibile che ci siano problematiche di tipo organizzativo che vi potranno costringere a utilizzare un proprio mezzo personale, come l’auto, anziché affidarsi ai servizi dei mezzi pubblici per poter raggiungere l’aeroporto. Nessuna paura: esistono diverse tipologie di convenzioni, specialmente se il viaggio sarà di diversi giorni, in grado di venire incontro agevolmente alle esigenze dei viaggiatori e potendo così permettere di lasciare la propria automobile in un parking senza andare incontro a cifre esorbitanti una volta tornati. La soluzione del parcheggio economy proposto dall’aeroporto di Roma Fiumicino è certamente una delle migliori.

Perché visitare Milano

Milano è una meta ideale per una vacanza di uno o due giorni da soli, in compagnia del proprio partner o con tutta la famiglia. Sono diversi i motivi per cui vale la pena visitarla, a partire dagli innumerevoli eventu culturali in calendario ogni mese. Da non perdere anche l’architettura dei più belli palazzi del capoluogo meneghino, che offre ai suoi visitatori un mix di stili che ha del miracoloso. E poi shopping e tanto cibo. A seguire i consigli di Mirko sul perché visitare Milano.

Viaggio culturale

Milano non è mai ferma. Quante volte viene ripetuta questa frase? Spesso e volentieri riguarda però il mondo del lavoro e non quello dell’arte. Con il passare degli anni, Milano ha aumentato in maniera esponenziale la sua offerta culturale, tanto da diventare una delle città italiane che ha in programma ogni mese numerose mostre ed eventi di respiro internazionale capaci di attrarre migliaia di visitatori anche dall’estero. Soltanto per citare alcuni dei musei più famosi presenti nel capoluogo meneghino si possono ricordare il Mudec, il Museo di Scienze Naturali, il Museo della Scienza e della Tecnologia e la Fabbrica del Vapore.

Mix di stili architettonici

Dal Liberty al futurismo, senza dimenticare le proprie radici: Milano sorprende i suoi visitatori proponendo loro un mix di stili architettonici unico. Nella lista delle cose da vedere assolutamente durante un weekend nella città meneghina ci sono i palazzi nobiliari in stile Liberty, ma anche gli stessi Navigli di una Milano che all’improvviso riscopre il volto di un passato semplice. Tutto sembra poi essere dimenticato quando si entra nel quartiere Porta Nuova Garibaldi, oppure nella lussuosa zona di Citylife, dove domina il futurismo.

La capitale della moda

Gli amanti dello shopping trovano a Milano infinite possibilità per acquistare capi firmati di alta moda, a patto di poter contare su un portafoglio sostanzioso. Le vie di riferimento sono Montenapoleone e Corso Vittorio Emanuele, oltre alla zona di Brera. Per chi è alla ricerca di capi d’abbigliamento dal look vintage il quartiere più consigliato è quello dei Navigli. E se non si hanno soldi a sufficenza per permettersi di fare shopping, Milano è perfetta anche per il gettonatissimo windowshopping, concetto inglese che può essere associato al detto ‘guardare ma non toccare’.

Le cucine del mondo

Il carattere globale di Milano viene esaltato dai ristoranti di tutte le cucine del mondo presenti nel centro e nei principali quartieri della città. Per questo motivo a Milano è spesso associato il termine melting pot, espressione con cui viene etichettata una città che consente ai suoi cittadini di provare un calderone di elementi di origini diverse. C’è di tutto: dal sushi giapponese all’avocado toast, passando per la torta statunitense red velvet e la tipica cotoletta alla milanese. Un luogo di incontri e storie diverse dunque, ma anche di tradizioni culinarie che fanno sentire a casa chiunque, indipendentemente dalla città di provenienza: dagli Stati Uniti al Giappone, nessuno escluso.

I laghi della Valle d’Aosta: scopriamoli insieme

In Valle d’Aosta ci sono piccoli laghi alpini che rendono magnifico il paesaggio con i loro specchi d’acqua cristallina, che fanno da cornice a delle splendide montagne rocciose invidiate da tutta la penisola. I laghi di cui stiamo parlando sono quasi tutti di origine glaciale. Vediamoli insieme!

Lago del Miage

Il Lago del Miage, meta particolarmente turistica, si trova vicino a Courmayeur, proprio ai piedi del Monte Bianco. Il lago è molto vicino al famosissimo Rifugio Elisabetta. Alle spalle di questo splendido specchio d’acqua troviamo delle fantastiche montagne rocciose che fanno da sfondo ad un paesaggio mozzafiato.

Lago Blu

Poco prima di raggiungere il Cervinia, raggiungiamo il Lago Blu o Lac Bleu. Si tratta di uno specchio d’acqua cristallina situato a circa 2000m di altezza.

Il suo nome originale è Lago Layet, ma viene da tutti chiamato Blu a causa delle alghe che occupano il fondale; queste conferiscono al lago il tipico colore Blu che tutti i turisti ammirano con meraviglia.

Durante le giornate più belle, in cui il sole è forte, sulle acque del Lago Blu si specchiano le forme del Cervino. Vicino al lago è possibile trovare numerose aree attrezzate, i percorsi di arrampicata, il famoso ponte tibetano, bar e ristoranti.

Laghi del Rutor

Questo fantastico gruppo di laghi si trova sotto il Rutor, un imponente ghiacciaio, nelle vicinanze del confine con la Francia.

Durante il tragitto è ovviamente possibile fermarsi per riposare ma anche per poter apprezzare le splendide bellezze della natura, che qui accoglie animali di specie diverse. I primi due laghi che incontriamo sono a circa 2400m, ma se invece abbiamo ancora forza nelle gambe e decidiamo di continuare il nostro percorso, potremmo visitare tutti i laghi, percorrendo un tragitto ad anello. I laghi che possiamo incontrare sono il Lago Verde, il Lago dans, la Roche e il Lago Superiore (nelle vicinanze del rifugio Deffeyes).

Lago di Place Moulin

Il Lago di Place Moulin, si trova nel comune di Bionaz ed è di origine artificiale.

Questo specchio d’acqua ha dei colori che variano in base alla stagione e le acque che lo alimentano hanno origine prevalentemente dai ghiacciai. Il lago in questione è inserito perfettamente e in maniera armonica all’interno del contesto della Valle Valpelline, una delle più belle di tutta la regione.

I sentieri hanno inizio da un parcheggio a pagamento e si snodano su vari percorsi in base alla difficoltà e al tempo di camminata. I tragitti attraversano inizialmente bar e ristoranti (dove è possibile fare rifornimento di cibo e bevande) e poi giungono prima al torrente Buthier e poi ad una cappella dove i fedeli avranno l’opportunità di sostare per un momento di preghiera; una volta raggiunti i quasi 2600m di quota, si possono intravedere alcune case e abitazioni appartenenti al rifugio Prarayer.

Laghi Lussert

Nella zona di Cogne, è possibile andare alla scoperta dei tre Laghi di Lussert, che sono facilmente raggiungibili attraverso il sentiero numero 9 che, partendo da Gimillan, attraversa le malghe di Grauson. Il Lussert inferiore è il primo dei tre laghi che si incontra, dopo circa 3 ore di percorso. Dopo circa 20 minuti si giunge al Lussert medio (quota 3000m circa) e dopo altri 20 minuti al Lago Lussert superiore.

Laghi di Dziule

I Laghi di Dziule sono da molti considerati come i più belli dell’intera Valle d’Aosta e si trovano immersi nella Vertosan, a più di 2500m di altezza.

Per tutti coloro che decidono di intraprendere questo itinerario, il panorama di due bellissimi laghi, inseriti armonicamente nel contesto delle montagne rocciose, è il giusto premio e la giusta ricompensa.

Laghi del Parco Naturale del Mont Avic

I Laghi del Parco Naturale del Mont Avic, comprendono alcuni dei più interessanti, ma anche i meno conosciuti della regione. Durante il tragitto della durata di circa 5 ore è possibile scoprire diversi laghi e diversi specchi d’acqua, tra cui:

  • Lac Muffè
  • Lago Vallet
  • Lac Blanc
  • Lac Noir
  • Lac Cornu
  • Gran Lac

Lago Checrouit

Il Lago Checrouit si estende nella valla compresa tra due imponenti vette, il Cervino e il Monte Bianco. Questo specchio si può facilmente raggiungere grazie agli efficaci impianti di risalita che da Courmayer, raggiungono quota 2000m.

Lago d’Arpy

Non si può non sostare lungo il famosissimo Lago d’Arpy, almeno il tempo necessario per poter apprezzare le bellezze di questo luogo.

Questo si può facilmente raggiungere grazie ad un comodo sentiero che in meno di un’ora, da Colle San Carlo conduce al lago. Su questo fantastico specchio d’acqua si riflettono il Mont Colmet e le Grandes Jorasses.

Montagne Val d’Aosta: le cime più alte delle Alpi

La Valle d’Aosta e le sue catene montuose sono uno spettacolo per gli occhi. Questa piccola regione del Nord Italia comprende una grande parte delle Alpi Occidentali e di quelle Nord-Occidentali, in particolare le Alpi Graie e quelle Pennine. Una camminata attraverso le grandi vallate verdi che si infilano tra le imponenti pareti di roccia che compongono le Alpi è sicuramente un’esperienza da provare. In inverno, il panorama si trasforma e diventa incantato, soprattutto se si sceglie di visitare le location che ospitano le cime più alte delle Alpi, le più maestose montagne in Val d’Aosta.

Le montagne più alte delle Alpi: i 4 giganti

Il Gran Paradiso, il Monte Rosa, il Monte Cervino e, ovviamente, il Monte Bianco. Vette imponenti, costellate di boschi, laghi, pascoli, villaggi e moltissimi altri panorami affascinanti.

Queste quattro cime sono le montagne più alte delle Alpi e non sono certo una scalata dedicata ai più inesperti. Anche dal basso però offrono paesaggi mozzafiato, sia in estate che nella stagione più fredda. Vengono chiamate i “Giganti delle Alpi”.

Gran Paradiso: uno spettacolo tra i monti più alti delle alpi

Gran Paradiso: uno spettacolo tra i monti più alti delle alpi

Unica cima che supera i 4.000 metri (4.061 per l’esattezza) completamente in territorio italiano. Una montagna di cui andare fieri e con un nome azzeccato, poiché offre agli escursionisti o a chi semplicemente decide di fare una passeggiata lungo la valle centrale, un panorama paradisiaco, uno spettacolo della natura.

Per i veri alpinisti questa vetta è raggiungibile tramite un passaggio non molto complicato, con un finale più vertiginoso. Un’esperienza emozionante, soprattutto se si decide di percorrere anche il sentiero che porta al Rifugio Vittorio Emanuele.

Non da meno è tutta l’area turistica circostante: una composizione di monti più piccoli, come il Ciarforon, la Grande Sassière e la Granta Parey, accompagnata da laghi e cascate meravigliose e da diverse vallate che si diramano a partire da quella centrale. Un quadro dipinto da un pittore provetto, un paradiso.

Parco nazionale del Gran Paradiso

L’area del Monte Paradiso ospita il parco omonimo, un tempo riserva di caccia di Casa Savoia. Questo è il parco naturale più antico d’Italia, istituito nel 1922, che preserva ambienti naturali singolari e straordinari, oltre che una preziosa biodiversità. La storia di questo parco infatti è legata alla protezione dello stambecco e alla scongiura della sua estinzione. I sentieri di questo terreno sono la location perfetta per contemplare con stupore e ammirazione la meraviglia della natura.

Monte rosa e le sue cime

Monte rosa e le sue cime

Tra le cime del massiccio montuoso del Monte Rosa c’è anche la Punta Dufour, che con i suoi 4.634 metri è la seconda, per altezza, di tutta la catena Alpina (superata solo dal Monte Bianco). Oltre a questa ci sono moltissime altre vette che si innalzano sopra i 4.000 metri: ben trenta, tra cui la Zumstein, la Punta Gnifetti e la Nordend. Trattandosi di mete raggiungibili con qualche difficoltà è meglio affidarsi a delle guide, soprattutto se non si è degli alpinisti esperti.

Il Monte Rosa è una montagna famosa per più ragioni, tra cui la presenza della Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d’Europa a 4.559 metri d’altezza, sulla Punta Gniffetti.

Un altro motivo per cui questa cima viene riconosciuta è l’origine del nome, la gamma di sfumature che colora questo massiccio montuoso sia all’alba che al tramonto, rendendolo uno spettacolo mozzafiato, unico nel suo genere.

Il Monte Cervino la cima più singolare tra le montagne valdostane

Il Monte Cervino: la cima più singolare tra le montagne valdostane

Unica nel suo genere, questa montagna si staglia verso il cielo disegnando una piramide marcata, isolata dal resto della catena montuosa. In molti la chiamano la montagna perfetta, e con la sua particolare morfologia e i suoi 4.478 metri continua ad attirare alpinisti da tutto il mondo, oltre che sciatori richiamati dall’area sciistica molto vasta.

L’area che circonda questa vetta è splendida: dall’incantevole Valtournenche, la valle su cui si affaccia il Cervino, si può risalire per scorgere i comuni che si affacciano da balconate pianeggianti, come Torgon e La Magdeleine.

Uno scenario stupefacente con protagonista centrale la vetta perfetta.

Il Monte Bianco il vero gigante tra le montagne delle Alpi

Il Monte Bianco: il vero gigante tra le montagne delle Alpi

Non c’è bisogno di grandi presentazioni: il Monte Bianco, la montagna più alta delle Alpi, da molti chiamata l’ottava meraviglia del mondo. Con i suoi 4.807 metri di altezza, è un luogo di sfide e attrattive naturali, una tra le mete turistiche più note della Valle d’Aosta

Conquistato per la prima volta nel 1786 da Jacques Balmat e da Michel Gabriel Paccard, oggi rappresenta una cima ambita per gli alpinisti di tutto il mondo. Un’esperienza non alla portata di tutti, ma che con la giusta attrezzatura e una certa conoscenza può condurre a grandi soddisfazioni.

Ai piedi della montagna risiede Courmayeur, stazione turistica tra le più rinomate delle Alpi e nota per molte attività sportive invernali.

Non ci sono dubbi: il Monte Bianco, re delle Alpi, e tutta l’area circostante rappresentano l’occasione perfetta per divertirsi e godere di spettacoli inestimabili e irripetibili.

Il Sentiero dei Fiori sul massiccio dell’Adamello

E’ da anni che ormai molte persone si avvicinano al mondo del trekking e delle escursioni. Probabilmente a causa di quello che in alcuni Paesi chiamano “effetto Cammino di Santiago”. Fatto sta che anche qui in Italia è possibile percorrere vie e sentieri unici nel loro genere.

Il Sentiero dei Fiori è proprio uno di loro. 

Si tratta di un cammino che ripercorre la via seguita dai nostri alpini durante la Prima Guerra Mondiale. Si snoda dal Passo Castellaccio a Passo Pisgana percorrendo una buona porzione del Massiccio dell’Adamello.

Malgrado il suo nome, il Sentiero dei Fiori, è custode di una parte della nostra storia piuttosto dura. Fu infatti costruito per il vettovagliamento delle truppe italiane di stanza sulle Alpi ad un’altezza media intorno ai 3000 metri.

Il cammino che nella sua interezza è una circolare, è oltretutto caratterizzato da punti piuttosto ostici che oggi vengono considerati come via ferrata di medio – basso livello. Ma bisogna pensare che un tempo veniva percorsa da giovani soldati stracarichi di rifornimenti e munizioni. Parte della sua bellezza risiede proprio in questo: poter ripercorrere le vie che furono aperte oltre un secolo fa e scoprire un pezzo di storia del nostro Paese.

Come arrivare presso il Sentiero dei Fiori?

Fortunatamente il sentiero si trova in una posizione privilegiata e l’avvicinamento non comporta nessuna complicazione. Basterà infatti raggiungere in auto il Passo del Tonale, parcheggiare e utilizzare gli impianti di risalita per arrivare al Passo Paradiso. 

Una volta arrivati sul Passo bisogna seguire le indicazioni bianche e rosse per il sentiero 44. Il sentiero dei Fiori è frazionabile in varie parti e presenta varie vie di ritorno. Questa è una caratteristica parecchio interessante soprattutto per chi non è un escursionista “particolarmente in forma”.

E’ vero che non si tratta di un sentiero particolarmente complicato ma presenta comunque vari passaggi tecnici e tratti di ferrata. Bisogna quindi tenere in mente che ci sarà bisogno di un kit di ferrata. In particolare, per chi dovesse decidere di interrompere il percorso all’altezza del bivacco degli Amici della Montagna, in molti raccomandano tenere a portata di mano i ramponi. Da qui infatti ci si troverà ad affrontare un passaggio di soli 100 metri che può rivelarsi davvero complicato.

Il percorso 

Come già detto, dai 2590 metri del passo Paradiso si seguono le indicazioni del sentiero 44 fino ad arrivare al Passo Castellaccio. Possiamo dire che qui finisce l’avvicinamento a quello che è il Cammino dei Fiori vero e proprio.

Dal Castellaccio in poi inizia una via ferrata di difficoltà ragionevole che bisognerà però intraprendere in sicurezza con l’attrezzatura giusta. Si intraprende infatti un cammino con numerosi saliscendi e alcuni ponti. Ad un certo punto ti si aprirà un bivio in qui decidere se passare per la Galleria del Gendarme oppure continuare su una via esterna facilitata da passerelle.

Il primo rifugio sarà quello degli Amici della Montagna di cui abbiamo accennato prima. Se si dovesse decidere di continuare, è possibile raggiungere la cima Payer. Opzione molto interessante se consideriamo che si avrà la possibilità di passare attraverso postazioni difensive, un villaggio in quota abbandonato e una scalinata costruita dagli alpini durante la Guerra. 

Da qui si inizia a scendere, ma c’è ancora molto da scoprire. Il sentiero dei Fiori ci darà infatti il suo “arrivederci” con la vista di due laghi alpini e un panorama mozzafiato del ghicciaio dell’Adamello. 

Ultimo stop prima della conclusione è il Rifugio Madròn o Rifugio Città di Trento. A questo punto per concludere il sentiero dei Fiori bisogna raggiungere Passo Presena. A causa dell’instabilità dei ghiacciai negli ultimi anni, è fortemente raccomandabile optare per il sentiero che da Passo Lagoscuro raggiunge il Passo Presena in un’ora circa. 

Una volta arrivati, si potrà utilizzare la stazione a monte dello stesso impianto di risalita utilizzato all’inizio.